L'etere, quintessenza dalle molteplici interpretazioni filosofiche, alchimistiche o scientifiche, permeerebbe il vuoto dell'universo, che vuoto non è. Qui assume il ruolo di sensazione, qualunque cosa possa provare l'IA creata da noi sapiens, che da un ambiente pregno di umana nostalgia volge lo sguardo verso l'esterno.