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FIUMI E
OASI DELLA CREAZIONE

Potrebbe stupire una tematica imperniata su paesaggi fluviali di stampo figurativo. D'altra parte, a proposito di Antropocene, ho notato più cambiamenti lungo le rive dei fiumi che nei libri di rinomati ambientalisti. Dalle sorgenti al piano i fiumi mi hanno sempre attratto, mentre la passione per la pesca a mosca e per l'entomologia mi ha spinto a cercare e studiare ogni forma di invertebrato tra gli interstizi dei sassi sommersi e le erbe acquatiche. L'acqua che scorre ha un potere magnetico su di me, forse un residuo genetico di avi vissuti per generazioni sui mulini natanti del Po mantovano. E come "desideriamo ciò che vediamo ogni giorno", precisa Hannibal Lecter, evidentemente per me vale: "Dipingi ciò che desideri vedere". Tuttavia ogni scorcio ha un motivo, un motivo che di regola trascende la mera apparenza del bello di natura. E che potrete percepire osservando il dipinto, se non espresso in qualche forma tra le righe del testo di accompagnamento. Inoltre il fiume ha un'altra prerogativa: dopo feticci, consumo, simboli, guerre, qui si parla di acqua, sassi correnti, sorgenti, il fiume è reale, è fonte di vita, non è costruito dall'uomo, e non ha bisogno di essere adorato per esistere.